>> MarvelIT - il primo sito italiano dedicato alla Fanfiction Marvel! <<

 

 

 http://marvel-it-fanfic.com/LOGHI/Inferno2_lg3.gif

 

terza ed ultima parte:

GUADAGNA IL PARADISO

Il 100esimo racconto di Fabio Volino su MIT!

 

 Storia:

Fabio Volino

 Supervisione:

C. Monni e G. Felici

 Cover artist:

Filippo Strozzi

 Colori copertina:

Fabiano Fedi

 Impaginazione:

F. Graziano e F. Strozzi

 Editor-In-Chief:

Carlo Monni

 Inferno2 creato da Fabio Volino

 

 

 

 

 

 

Riassunto: Darklady ha sconfitto con estrema facilità i Difensori, mentre ormai quasi l' intera popolazione terrestre è stata posseduta dai demoni. In un ultimo disperato assalto, i Vendicatori e altri supereroi tentano di contrastare i suoi piani, ma la situazione è ormai disperata.


Greenwich Village, dove un tempo vi era l' abitazione del Dr. Strange. Ore 15.00

"Addosso, eroi!" incita Wasp "Non diamole il tempo di…".
Ventidue contro uno, decisamente uno scontro impari. Mentre oltre la metà dell' umanità è asservita ad un nuovo padrone, l' ultimo baluardo di resistenza delle cosiddette forze del Bene è riuscita ad irrompere nel covo da cui è partita l' invasione (la facilità con cui ci sono riusciti ha dato loro da pensare, ma solo per qualche secondo) e ad attaccare la responsabile di tutto ciò. Uno schieramento da far invidia a qualunque Guerra Segreta: Wasp, Scarlet, Wonder Man, Occhio di Falco, Songbird, Fante di Cuori, Iron Man, Wolverine, Colosso, Nightcrawler, Cloak, Dagger, Iron Fist, Speedball, Falcon, il nuovo Capitan America, l' Uomo Ragno (che per l' occasione ha assunto il manto di Capitan Universo), Nova, Thor, Warlock, Kaina e Quicksilver. Sono in ventidue. Ventidue contro uno, decisamente uno scontro impari. Sì, per i ventidue!
"No, aspettate!" grida Jeff Mace, alias Capitan America, che è l' unico a non aver nemmeno tentato di attaccare la malvagia donna "Non abbiamo idea…".
Ma il suo avvertimento giunge troppo tardi: mentre con i loro corpi gli eroi seppelliscono Darklady scaricandole contro i loro colpi più incisivi, al centro della mischia appare improvvisamente un globo bianco, che si espande ad incredibile velocità, travolgendo tutti coloro che hanno avuto l' ardire di attaccare Topaz. Un globo di incredibile potenza. E per i sette Vendicatori, Falcon, Kaina, Dagger e Quicksilver la battaglia è già conclusa: sbalzati a svariati metri di distanza perdono i sensi prima ancora di effettuare una brusca caduta che di per sé sarebbe stata sufficiente a metterli al tappeto e non si riavranno se non a battaglia quasi finita, qualunque sia il suo esito. Persino esseri potenti come Wonder Man e il Fante di Cuori non sono immuni da ciò, avendo assorbito la maggior parte del devastante impatto, viene quasi da pensare che non sia stato un caso. Solo per miracolo e grazie alla sua agilità Mace non viene travolto da Thor, abbassandosi più per un riflesso condizionato che davvero per aver visto il Dio del Tuono essere scagliato verso di lui: un eventuale impatto con un essere del genere a quella velocità lo avrebbe sicuramente ucciso.
"Dobbiamo proprio restare qui a guardare, Patsy?" chiede una sempre più disperata Valchiria. "Stare qui immobile mi fa sentire una codarda".
"Ancora qualche istante, Val: se Isaac porta a termine ciò che gli ho chiesto, tra pochi minuti potremo dare anche noi il nostro contributo. Sperando che riescano a resistere".
"Questi dannati supereroi" afferma Darklady "Sempre a occuparsi di fatti che non competono loro: e quel che è peggio sono ancora tutti qui! Comunque ho già sbaragliato metà della loro forza d' attacco e agli altri non resta più molto tempo".
"Dicoti no, donna!" urla Thor avventandosi contro Topaz ed agitando il suo martello. La rapidità della sua ripresa e la sua agilità sorprendono anche Darklady che non può impedire di essere colpita da Mjolnir. E per la prima volta da quando ha assorbito le caratteristiche dei Cinque Frammenti, Darklady sente il colpo, una sensazione molto lontana dal dolore, ma è qualcosa che per alcuni secondi incrina il suo senso di fiducia. Il martello di Uru l' ha colpita al petto, ma lei non è comunque arretrata: incurante di ciò Thor attua altri attacchi "La tua tirannia malvagia avrà fine: per l' onore, per la gloria, per Asgard, per… Midgard!".
Intanto, vicino ad un ancora immobile Jeff Mace, si avvicina Nova:"Wow, ho già incontrato Thor in passato, ma rimango sempre sconvolto dalla sua manifestazione di potere".
"Nessuno può batterlo, quella strega cadrà tra poco!" esulta Speedball.
"Thor perderà" annuncia Warlock con tranquillità e guadagnandosi gli sguardi alcuni stupiti altri irati degli eroi ancora in piedi "Dobbiamo provare una terapia d' urto più incisiva, più… interna". E mentre l' eroe dorato si avvicina al luogo del combattimento, anche Colosso, l' Uomo Ragno, Iron Fist e Nightcrawler si radunano attorno al nuovo Capitan America, in attesa di un qualcosa che possa cambiare le sorti della lotta. Altrimenti toccherà a loro e in questo caso… sono preparati al peggio.
"Nemmeno la perfidia del mio fratellastro" continua a gridare Thor, calando di nuovo il suo martello che manca di poco il bersaglio "Eguaglia la tua malvagità. Tu…".
"Basta!" esclama Darklady, che velocissima passa sotto l' ennesimo colpo di Mjolnir e centra Thor in pieno petto con tutta la sua forza. Una forza capace di abbattere anche un Dio. Il sovrano di Asgard, comunque, incassa il colpo e prova a replicare, ma invano: ogni volta Topaz evita i suoi attacchi e replica con un pugno in diverse parti del corpo di Thor. "La tua vanagloria mi dà sui nervi" continua Darklady "Ti vanti di essere un Dio, ma non sei in grado di proteggere nemmeno il tuo popolo o la tua famiglia. Quale Dio si comporta in questo modo? Solo un Dio malvagio: e per questo tu cadrai. Cadi, cadi, cadi!". Il numero di pugni e calci si perde e nessuno degli altri eroi osa intervenire un po' per timore ma più che altro per la consapevolezza che, se per caso dovessero ricevere un colpo vagante, la loro vita avrebbe termine. E così, dopo l' ennesimo cazzotto in faccia, Thor inizia a vacillare e Topaz ne approfitta: nella sua mano appare un globo di luce che centra il Dio del tuono in pieno volto, scagliandolo lontano. Egli cade inerme a svariati metri di distanza, mentre contemporaneamente perde la presa sul suo mistico martello, che va a cadere vicino a dove si trovano i Difensori. E lì giace.
"Vuoi essere sconfitto anche tu ora, Warlock?" chiede Darklady. Ma il leader della Guardia dell' Infinito non replica e si concentra, immense energie si propagano dalla sua testa e vanno a colpire il suo obiettivo designato: improvvisamente Topaz si contorce e si piega all' indietro in uno straziante urlo di dolore, mentre la Gemma dell' Anima la divora dall' interno. Ma lei è un essere duro ad arrendersi: lentamente si rialza e riassume una posa decisa, poi inizia a fissare intensamente Warlock e ad agitare vivamente le sue mani. La loro è una lotta di sguardi, di volontà, di poteri che gli umani non possono comprendere, i loro volti si contraggono a volte in smorfie di dolore, a volte in espressioni di trionfo. Finché…
"Aarggghhh!".
"Warlock" esclama l' Uomo Ragno "Cosa…?".
"Non è possibile" urla l' eroe dorato, a cui spetta ora il turno di contorcersi e piegarsi all' indietro per il dolore "La Gemma dell' Anima: l' ha rivoltata contro di me! Credevo che la sua forza di volontà fosse meno salda!". Il grido di Lui continua per qualche secondo, finchè non si alza in volo per allontanarsi dall' influenza malefica di Darklady. Ma non compie che pochi metri che la sua ascesa si interrompe ed egli precipita al suolo, privo di sensi. La Gemma dell' Anima manda un ultimo bagliore, poi non brilla più.
"Questi due guerrieri erano quanto di meglio avevate da offrire!" esclama Darklady, che evidentemente non si è ancora interrogata sulle capacità dell' Uomo Ragno. Inoltre qualcuno nota ora una inflessione diversa nella sua voce: che sia incertezza? "Ed io li ho sconfitti! Questo non vi dice niente?".
"Sì: che dobbiamo continuare a lottare" afferma Wolverine comparendo come dal nulla davanti a Topaz "È questo il nostro dovere, la nostra missione: impedire che persone come te ci offrano la loro malata visione del mondo".
"Ma non hai mai pensato a cosa essa potrebbe darti, Logan?" chiede con malizia Darklady. Il canadese non replica e la donna continua:"Sai, io non possiedo solo il Potere. Ho anche la Conoscenza: basta che mi ponga una domanda e ne trovo immediatamente la risposta. E sai questo cosa potrebbe significare, vero? Tutte quelle domande che da sempre ti poni, questo tuo passato così misterioso… potrebbe finalmente esserti rivelato. Pensaci: il tuo vero nome, chi erano i tuoi genitori, quale rapporto ti lega a Sabretooth e molte altre cose. E per averle devi solo chiedermele: queste informazioni per te vitali valgono davvero una battaglia persa prima ancora che sia iniziata? Le valgono davvero?".
Logan la osserva pensieroso per qualche secondo, poi fa un sogghigno beffardo e…
SNIKT!
"Meglio battersi che avere tali informazioni da un essere come te. Perché ora non importa chi sia stato, dove sia nato, no, quello che adesso conta è chi sono attualmente e gli insegnamenti di una coesistenza pacifica che mi sono stati impartiti. Insegnamenti che sopraffanno qualsiasi tua richiesta!". Poi i suoi artigli iniziano a calare sul corpo di Topaz.

Poco distante.

Daimon Hellstrom e Gargoyle, librati in aria con accanto a loro il corpo di Patsy Walker, si stanno ormai avvicinando alla barriera mistica che delimita il terreno di battaglia. Ormai possono già vedere la lotta in corso e… i primi caduti.
"Santo cielo" esclama Isaac Christians "Non avrei mai creduto che una sola persona potesse essere in grado di fare una cosa del genere".
"Credevo di averti favorevolmente impressionato con le mie capacità, Isaac" afferma Daimon Hellstrom "A quanto pare mi sbagliavo". Poco dopo trovano davanti a loro il muro invisibile della barriera, ma c'è una controindicazione che nemmeno Topaz aveva previsto.
"Ed ora?" chiede Gargoyle.
"Molto semplice" risponde Daimon "Anche i piani migliori hanno delle falle: questa barriera è stata concepita per tenere lontani gli esseri viventi, non gli oggetti inanimati. E direi proprio che noi ne abbiamo uno qui con noi!".

Greenwich Village. Ore 15.15

Anche quando la colpiscono gli artigli di adamantio, il metallo più duro e resistente della Terra, non sono in grado di infierire nemmeno una ferita al corpo di Darklady. Ciononostante, Wolverine continua a battersi, animato dalla sua rabbia guerriera che però ora riesce a controllare: questa persona ha fatto del male a delle persone a lui care, ne ha già perse troppe in passato, Mariko, Volpe d' Argento… Non accadrà più. Anche le persone che ha dovuto uccidere, come coloro che erano stati infettati dalla Covata, ritornano ad apparire nella sua testa: c' era una cura per loro, bastava aspettare. E invece no, ha fatto sì che la sua rabbia avesse il sopravvento su di lui. Farà sì che non accada più nemmeno questo. Ma per quanti colpi riesca a portare, nessuno riesce a sortire alcun effetto. E Darklady aspetta pazientemente.
Intanto, gli altri eroi ancora in piedi iniziano a discutere la strategia da adottare:"Credete che…?" inizia Nova.
"No" risponde Iron Fist "Quell' essere ha sconfitto Thor e Warlock, temo che Wolverine abbia ancor meno speranze".
"Non possiamo farcela!" esclama ad un tratto Jeff Mace, sempre più inorridito di fronte a ciò che ha visto "Non possiamo, abbiamo già perso!".
Qualcuno lo afferra saldamente per le spalle, Colosso! "Non arrenderti ora!" lo incita l' eroe russo "Ricorda chi sei e cosa dovresti rappresentare: la speranza, la capacità di resistere e saper affrontare ogni avversità. Non è detto che perderemo: quella donna può essere colpita, dunque indebolita, dunque anche sconfitta. Basta solo che uniamo le nostre forze. Ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare! Tu da quale parte intendi schierarti, ragazzo?".
Mace osserva Peter Rasputin per qualche secondo, poi risponde sicuro:"Dalla parte giusta".
"Ecco gli effetti benefici della Distensione" commenta l' Uomo Ragno.

In un altro luogo.

Uno Strange oramai sconfortato abbandona ogni speranza:"È inutile, per quanti sforzi faccia non riesco a liberarmi" pensa "A malincuore devo arrendermi".
"Stai scherzando, spero" commenta una voce vicino a lui. Ed un' immagine astrale compare davanti, appartenente ad una persona che ha significato molto, nel bene e nel male, nella vita di Stephen Strange.
"Mordo?".
"Già, proprio io: invece mi viene spontaneo chiedermi se sia davvero tu lo Strange che ho affrontato così tante volte, quello che non esitava di fronte a nulla. Sai perché mi sono sacrificato per te, Stephen? Perché ho capito alla fine che tu sei una persona straordinaria, che meritava quanto gli era stato assegnato dal destino. Non cedere ora! E se la mia parola non basta, osserva chi è qui accanto a me".
"L' Antico, il mio Maestro!".
"Proprio io, Stephen" conferma il mago tibetano "Non è affatto vero che tu hai compiuto ogni sforzo possibile per liberarti: dentro di te vi è una forza, Stephen, una forza che non hai mai compreso fino in fondo, o forse sì e per questo la temi. Ma è quella che ti permetterà di liberarti, amico mio, che ti consentirà di riscattarti".
"E cosa devo fare per attivarla?".
"Molto semplicemente: rilassati e guarda dentro te stesso".

Greenwich Village. Ore 15.20

Darklady si è ormai stancata, questa faccenda è durata anche troppo, ancora pochi minuti comunque e sarà tutto finito. Deve sbarazzarsi al più presto di questo mutante e conosce un modo efficace: dunque con uno scarto lo sorprende, lo afferra alla gola e… gli spezza il collo con una precisa torsione! Un collo foderato di adamantio, il metallo più resistente della Terra. Infine con un calcio lo allontana da sé:"Rigenera questo ora!" grida.
"Logan!" urla Nightcrawler disperato vedendo cadere a terra il suo grande amico. Tutto questo male, questo compiacersi del dolore altrui… non riuscirà mai a comprenderlo fino in fondo. Kurt Wagner è un credente, un angelo sotto forma di diavolo ma con un gran cuore. E i demoni sono la sua maledizione, fin da quando uno di essi prese possesso del sui fratellastro Stefan Szardos e lo costrinse a divenire un efferato assassino. E per fermarlo, Kurt fu costretto ad ucciderlo. Poi arrivò il Professor Xavier ed il sogno degli X-Men, un sogno che pare finalmente assumere una concretezza. Ma quando vede Wolverine col collo spezzato cadere tutta la sua compassione cristiana svanisce per dar sfogo alla sua rabbia. Inizia allora a comparire e scomparire nei pressi di Darklady, colpendola con quanta più forza possibile: ma i suoi pur ammirevoli sforzi si rivelano inevitabilmente vani. Ad un tratto Topaz intuisce dove riapparirà e lancia una raffica in quella direzione: raffica che coglie in pieno Kurt Wagner, che un secondo dopo giace inerme al suolo.
"Ed ora siete rimasti solamente in sei" annuncia Topaz "E di voi tra pochi secondi…". La sua voce si blocca poiché i suoi occhi, per la prima volta da tre giorni a questa parte, assistono a qualcosa che le procura un sentimento che sembrava non appartenerle più, stupore. Gli eroi seguono il suo sguardo e non possono che fare altrettanto. Librato in aria vi è un corpo immobile, deperito in più di un punto, eppure emanante un' aura di incredibile potere e bellezza. Un corpo che può appartenere ad una sola persona.
"Eccolo, Val!" grida Patsy "Ci siamo, esci subito".
Quel che segue dura poco più di cinque secondi, ma ogni istante sembra svolgersi al rallentatore: Brunhilde esce dal portale che conduce al Regno della Cappa delle Ombre, che per qualche strano motivo si richiude dietro di lei, poi non fa che un passo che crolla al tappeto: lo sforzo di dover portare con sé l' anima di Patsy per più di un giorno alla fine ha avuto il sopravvento anche sul suo fisico asgardiano. Ma questo non è un problema per la giovane ragazza: la sua anima fuoriesce dal corpo della sua amica, lanciandole uno sguardo di muto ringraziamento. Poi entra nel corpo. E allora ha luogo una strana mutazione: quel che un tempo era il cadavere di Patsy Walker muta, riassume l' aspetto sereno e forte che aveva in vita, il suo deperimento svanisce per lasciare spazio ad un soffio di speranza, i suoi capelli tagliati corti ricrescono lunghi e più rossi che mai. Ed infine un costume lo avvolge, il costume di…
"Hellcat è tornata!" annuncia Patsy "Ed ora reclamerà ciò che è suo!".

Poco distante.

"Bravissimo, Daimon, ci sei riuscito!" si complimenta Gargoyle.
Ma il Figlio di Satana non replica: osserva a lungo colei che un tempo era sua moglie, colei che condusse sull' orlo della follia. La sua bellezza, la sua forza d' animo, il suo coraggio un tempo erano suoi: ora li ha perduti, per sempre. E la colpa è esclusivamente da addebitarsi a lui. "Me ne vado" dice infine.
"Ma…?".
"Qui ho fatto anche troppo" conclude Daimon voltando le spalle e andandosene. Gargoyle non ci pensa nemmeno a bloccarlo o a seguirlo: non è più la persona che credeva di conoscere e non accetterebbe alcun consiglio. Lui ha scelto il suo destino, sperando non abbia a rimpiangerne. Dunque lo sguardo di Isaac Christians si volge di nuovo verso il terreno di battaglia.

Un' altra dimensione.

"Come ti senti?" chiede Chakra.
"Da schifo" risponde Judas Traveller "Mi sono comportato da perfetto codardo poco fa. Strano, sono sempre rimasto affascinato dallo studio del Male nelle sue molteplici forme, ma quel che ho visto in questi giorni supera qualsiasi teoria, qualsiasi ipotesi si fosse mai concepita. Oggi ho visto il Male in faccia e… ho capito che devo combatterlo, non arrendermi ad esso".
"È per questo allora che hai deciso di venire in questa dimensione?".
"Sì, credo sia proprio questo il motivo: qui giace in stasi un mistico molto potente, che potrà rivelarsi utile nella battaglia contro quella donna. Eccolo, vedo già la bolla che contiene il suo corpo".
"Di chi si tratta?" chiede Chakra.
"Il suo nome è Rintrah ed è uno dei maghi più potenti che abbia mai conosciuto".

Greenwich Village. 15.25

Robbie Baldwin ha evitato la profezia della sua morte; Peter Rasputin ha visto riemergere la sua amica Jean Grey da un bozzolo rinegenerativo; Peter Parker ha fatto sì che, con un insolito mix di scienza e magia, sua moglie tornasse in vita; Iron Fist è stato ritenuto morto per svariato tempo. Tutta questa gente ha avuto a che fare con l' ignoto, eppure davanti a ciò che è appena capitato davanti ai loro occhi non possono far altro che rimanere a bocca aperta. Soprattutto Jeff Mace, che in tutta sincerità non ha la minima idea di chi abbia davanti a sé.
"Hellcat è tornata! Ed ora reclamerà ciò che è suo!".
"Non otterrai nulla, ragazzina!" la canzona Darklady "Per me sei solo un' altra preda".
"È qui che ti sbagli, Topaz" ribatte Patsy "C'è una cosa che posso ottenere, una cosa che tu mi hai sottratto. Puoi dire quello che vuoi, ma rimani un' essere umano, con tutte i suoi difetti ed i suoi errori: ed il tuo sbaglio più grande è stato quello di pensare di asservire al tuo volere un oggetto che non riconosce alcun padrone".
"Di cosa stai vaneggiando?".
"Molti hanno tentato in questa impresa: tutti hanno fallito. Ed in questo caso ciò che conta non è chi la possiede attualmente, ma chi l' ha posseduta per più tempo. Chi la conosce da più tempo e riesce quantomeno a domare la sua brama di oscurità. Un oggetto che mi ha bramato anche dopo morta e che dunque non esiterà ad accorrere al mio richiamo. La Cappa delle Ombre!".
Topaz volge lo sguardo in alto, dove vi è librato in aria l' oggetto indicato da Hellcat, e sta per prorompere in una fragorosa risata quando è costretta a fermarsi: la Cappa si sta muovendo! Si sta dirigendo verso quella donna! È come se fosse telecomandata e, precisa, si annoda al collo di Patsy, assumendo una conformazione più ampia di quanto abbia mai fatto fino ad ora.
"Io ho conosciuto ciò che c'è dentro di essa" afferma Hellcat "E di una cosa sono certa: ciò che tu le hai sottratto, desidera tornare indietro!". Ed alzando la donna le mani in alto, fa sì che alcuni demoni presenti nelle vicinanze, richiamati da una forza a cui non possono resistere, sfondino la barriera mistica e vengano catapultati all' interno della Cappa per tornare nella loro dimensione di origine. Uno sforzo non indifferente per Patsy Walker, ma lei non vi bada affatto.
"Spiacente, ma c'è una falla nel tuo piano" dice Darklady "Ti ci vorrà troppo tempo per riassorbirli tutti: e a me basta ucciderti per porre fine al tutto!". Topaz si lancia verso di lei, ma sulla sua strada si parano i sei eroi ancora rimasti in piedi. E allora dei globi di luce compaiono nelle sue mani:"Ok, tanto non mi ci vorranno che pochi secondi".
"Purtroppo ha ragione" pensa Hellcat "Il processo è troppo lento, ma non ci sono altre alternative. Ah, se in qualche modo il tutto divenisse più veloce".

New York Memorial Hospital.

Henry Peter Gyrich si fionda nella stanza dove è ricoverato suo figlio:"David, David sono qui. Per fortuna non ti è capitato nulla di male, non me lo sarei mai perdonato. Ma cosa…?".
Alla finestra vi sono dei demoni, paiono stranamente incerti su cosa fare. Gyrich invece no: apre l' imposta ed estrae la sua pistola:"Andate viaaaaaaa!" grida esplodendo numerosi colpi, alcuni dei quali vanno anche a segno. E i demoni vengono travolti dal vortice mistico che li richiama indietro. Amore di padre.

Brooklyn.

"Mamma, cacciali via!" grida una bambina in lacrime.
La povera donna, però, non sa che fare: i demoni si avvicinano sempre più, lei si china per proteggere la sua piccola, poi… Tutto si ferma. Con lentezza e timore, la madre rialza lo sguardo per vedere le creature infernali che si allontanano, possibile che sia stato quest' uomo apparso come dal nulla davanti a lei?
Le tende la mano:"Non abbia paura, signora" dice con voce possente "Non permetterò che facciano del male a lei o alla sua bambina".
La donna lo guarda e si perde nei suoi capelli biondi, nei suoi occhi azzurri e nel suo fisico vigoroso: quale aria di maestosità è in grado di emanare. Se i simboli della patria dovessero essere rappresentati da un uomo, lui sarebbe l' ideale.

Forest Hills.

Mary Jane Watson abbraccia forte sua figlia May: le ultime ore sono state così convulse, ha commesso cose di cui si vergogna e che l' hanno condotta a litigare con suo marito. No, non può permettere che il loro rapporto si incrini per così poco.
"Mamma, come stai?" chiede May vedendola piangere.
"Bene, figlia mia" risponde lei asciugandosi le lacrime "Ora bene". Poi pensa:"Ti amo, Peter. Ti prego: torna subito a casa".

Ravencroft Asylum.

Ashley Kafka: una donna che nella sua vita ha sofferto e non poco. Il Diavolo, una parola non nuova per lei, proprio no: era così che sua madre definiva la sua povera sorella malata e malformata. Una figlia odiata dalla sua stessa progenitrice, può esserci destino peggiore? Ashley si ritrovò, adolescente, a dover sostenere sulle sue spalle il peso del mondo intero… e vi riuscì. Anche quando sua madre e sua sorella la abbandonarono per sempre, lei non si arrese ed andò avanti per la sua strada: ricercò altre persone che la gente definiva 'diavoli' e donava loro quello che nessun altro aveva il coraggio di dare, la comprensione e la parola.
Qualcuno, per suo merito, è riuscito a risalire dall' Inferno. Ed ora tocca a lei, c'è già riuscita in passato, può riuscirci anche adesso. Nessuno, si chiami Carnage, Shriek o Satana, potrà piegarla. Dunque, mentre ancora le grida dei ricoverati risuonano per l' istituto, lei si alza e grida, con voce solenne e decisa:"Basta!".
Una sola, semplice parola, che però colpisce nel segno.
È improbabile che tutti i pazienti l' abbiano sentita, eppure… all' unisono fanno tutti silenzio.
"Riconquistate la vostra dignità" dice Ashley "Perché il piccolo passo che farete oggi sarà il primo di un lungo percorso, che vi consentirà alla fine di riguadagnare ciò che più bramate. La libertà. Ed una vita normale, senza essere inseguiti o braccati. Dimostrate ciò, dimostratelo a loro" ed indica i pochi demoni ancora presenti al Ravencroft.
Tutti seguono le sue parole, come se fossero incantate, ed osservano i demoni: nei loro occhi tutto il loro risentimento per ciò che hanno dovuto vivere in questi giorni. Un risentimento che giunge a segno: le creature infernali si allontanano.

Four Freedom Plaza.

"Guarda, Reed" esclama Susan Richards "I demoni si stanno allontanando, tornano tutti al punto di partenza!".
"Allora è giunto il momento che io dia loro una seconda lezione" afferma la Cosa.
"No, Ben!" lo blocca Mr. Fantastic "Non so come, ma sento che il modo migliore di combatterli è mostrare loro ciò che siamo veramente".
"Hai ragionato col cuore e non con la mente, cognatino?" dice la Torcia Umana "Non capitava da un secolo".
"Venite" continua Reed "Anche tu, Franklin: venite vicino a me e teniamoci stretti. Mostriamo loro la nostra vera forza: che siamo una famiglia unita, che non viene piegata da nessuna difficoltà".

Greenwich Village. 15.30

"Cosa…?" pensa Hellcat "Pochi secondi dopo aver indossato la Cappa, qualcosa è cambiato: i demoni rientrano in Essa con molta più velocità ora. Ciononostante, il tutto potrebbe essere ancora troppo lento se Darklady non viene fermata. Inoltre, non ho idea di come attirare dentro la Cappa i demoni che hanno già posseduto esseri umani".
"Non avete speranza contro di me, eroi" dice Darklady "Spostatevi".
"Scordatelo!" ribatte Colosso.
"Tu sei l' ultimo a poter parlare, Peter Rasputin: sei fatto d' acciaio e un uomo d' acciaio non ha un cuore".
"Ti sbagli!" ribatte l' X-Man scagliando un suo pugno. Ma quando esso giunge al volto della donna, non è più d' acciaio, bensì di carne. In qualche modo Darklady l' ha fatto ridiventare umano.
"Non sei più così tosto nella tua corazza metallica, vero?" esclama la donna. Una raffica energetica a bassa potenza lo mette poi fuori gioco.
Tocca allora all' Uomo Ragno e Nova attaccare. Intanto Iron Fist sta concentrando sempre più il suo chi per attivare il suo inimitabile potere, mentre Speedball si guarda intorno e nota subito un' arma da poter usare: la spada del Cavaliere Nero. Gli ripugna far uso di uno strumento che ha ferito così gravemente un eroe, ma la situazione non prospetta molte alternative: balza dunque verso di essa e la afferra, poi con altri salti aumenta sempre più la sua carica cinetica, finchè essa è ai massimi livelli. Compie dunque un ultimo e decisivo balzo, spada in mano, contro Darklady, ma…
"Ottima mossa, Speedball" commenta Topaz "Ma se io annullo la carica cinetica attorno al tuo corpo…". E così fa con un semplice gesto.
Robbie Baldwin crolla al suolo e Darklady, velocissima, ne approfitta per sottrargli la spada e metterlo ko con un pugno. Infine alza la spada in aria e la distrugge con una raffica energetica. Il tutto senza che nessun altro eroe abbia potuto fare nulla per impedirlo.
Intanto, Danny Rand ha raggiunto lo stadio finale del Pugno d' Acciaio e si lancia contro Topaz, ma anche stavolta… un semplice gesto ed è finita.
"Co… Come…" esclama Iron Fist che inizia a barcollare "Mi ha sottratto la forza vitale, non riesco…". Ed anche lui cede sotto il peso della fatica.
La situazione è ormai disperata: Richard Rider tenta un altro attacco, ma Topaz annulla il potere che lo fa diventare un razzo umano e si sbarazza di lui con una raffica energetica. Tocca poi all' Uomo Ragno: Darklady credeva di potersi liberare di questo infimo eroe con un paio di colpi, ma oggi l' eroe presenta una insolita resistenza. C'è qualcosa nel suo costume, nel suo aspetto, qualcosa che le sfugge, che nemmeno la Conoscenza riesce a penetrare. Dunque Darklady raccoglie una intensa carica di potere in un globo che compare nella sua mano destra e lo lancia verso Peter Parker: avvertito dal suo senso di ragno, l' arrampicamuri lo evita, ma questa mossa Topaz se l' aspettava e, con gesti rapidissimi, richiama a sé il globo, che colpisce Spidey e lo spedisce dritto contro la barriera mistica, la cui forza è apparentemente sufficiente a metterlo fuori gioco.
Ne rimane solo uno, che stoicamente è ancora davanti a Patsy Walker: Jeff Mace. Non si arrenderà, nonostante quello che ha visto. La difenderà fino all' ultimo.
"Vattene" gli intima Topaz.
"No" risponde Mace.
"Perché? Sono caduti eroi molto più potenti di te eppure tu continui a batterti. Perché lo fai?".
"Perché sono Capitan America!".
Al che, contrariata, Darklady se ne libera con un semplice pugno, che Mace non vede nemmeno arrivare. Spirito ardito, ma decisamente stavolta non ha potuto fare nulla: è stata la sua prima sconfitta da Leggenda Vivente, non sarà l' ultima. Ma anche queste servono a maturare.
Dunque Topaz si volge verso Hellcat: i demoni continuano a rientrare nella Cappa, ma ormai il patetico gioco di quella rossa è finito.

In un altro luogo.

Davanti a Stephen Strange vi è un muro: è il limite dei suoi poteri? O è in grado di andare oltre? Oltre come quando divenne 'Stephen Sanders'? Oltre come quando sconfisse Shuma-Gorath, pur al prezzo della vita mortale dell' Antico? Oltre come quando la sua personalità si divise in quattro distinte entità?
È un aspetto delle sue facoltà che lui teme, per il fatto di poterne perdere il controllo come in effetti è già successo e creare conseguenze a cui non vuole nemmeno pensare.
Ma non deve avere delle remore adesso: il mondo è in grave pericolo e, se anche fosse l' ultima volta che lo farà, lui deve proteggerlo.
È il suo compito, la sua missione. Ed un mattone crolla, poi un altro, un altro e un altro ancora…
"Così, Stephen" lo incita l' Antico.

Greenwich Village. 15.35

"Io non capisco proprio perché voi eroi vi danniate l' anima a salvare gente che nemmeno conoscete" dice Topaz.
"Perché è questo ciò che siamo, è la nostra essenza più vera" le risponde Patsy Walker.
"Sprecate i vostri sforzi per gente che non sa nemmeno ricompensarvi, anzi, vi addita come mostri, seminatori del caos".
"Questo è un discorso vecchio, ormai: gli antichi pregiudizi sono in procinto di cadere, presto anche i mutanti parteciperanno attivamente alla società. Le barriere sono cadute, importanti conquiste sono state raggiunte: ed il tutto per merito della cooperazione e grazie a quella umanità che tu tanto vituperi. Sbagliando, ovviamente. Anche se dovrò nuovamente morire, so di aver agito per la causa migliore, diversamente da te".
Darklady la osserva per un secondo, poi inizia a dire:"Ad…" prima che un' altra cappa la avvolga e la faccia precipitare nell' oscurità.
"Cosa? Cloak?" esclama una Hellcat che ormai aveva perso tutte le speranze "Credi di poter resistere finchè qui io non ho terminato? Ci vorranno ancora diversi minuti, però".
"È… è già stato difficile fingere di essere svenuto nella speranza che gli altri eroi riuscissero ad indebolire quest' essere" afferma Tyrone Johnson "Ha fatto del male a Dagger, non potevo permettere che… che… che… Non ce la faccio!". E Cloak viene sbalzato via.
"Nemmeno la tua Luce è in grado di fermarmi, ragazzo" lo canzona Darklady, che poi si rivolge nuovamente verso Patsy. Ma prima ancora che possa fare qualcosa…
"Aaaahhhhhhh!!!!!!!". Topaz si volge verso la provenienza del grido e l' ultima cosa che vede è un grande globo di energia che la investe in pieno. Tale globo, poi, viene direzionato subito verso l' alto per impedire che vada a colpire altri eroi e sfonda la barriera mistica. Tutti quelli all' esterno della barriera osservano questa insolita cometa all' incontrario che sale alto nel cielo e si perde infine nelle immensità dello spazio. E colui che è rimasto più stupito da quanto accaduto è colui che vi ha dato vita: l' Uomo Ragno!
Ansimante, incredulo e sconvolto, Peter Parker tenta di dare un senso agli eventi: il colpo di Darklady gli aveva fatto perdere i sensi solo per alcuni secondi e quando si era ripreso aveva visto Cloak sbalzato via. Sapeva allora che non c' era tempo da perdere e ha radunato, forse inconsciamente forse no, tutto il potere di Capitan Universo presente dentro di lui per concentrarlo quanto più possibile. Il globo di luce ne è stato il risultato. Con una controindicazione, però.
"Oh no" pensa l' Uomo Ragno "L' ho uccisa… Non volevo… non volevo che si arrivasse a questo punto, ma… stava per…".
"Ti dirò" esclama allora un' altra voce.
"Oh no, no!".
"L' ho sentito. E come". E Darklady riappare!
"Ma di cosa è fatta?" pensa Peter "Le ho lanciato contro il mio colpo più potente e quella è ancora in piedi! Ma allora è davvero imbattibile".
"Mi hai fatto male, lo confesso, e dunque…". Ed in quel momento avviene un evento apparentemente banale: Topaz mette un piede in fallo e rischia di cadere. Una cosa che accade tutti i giorni, che però è in grado di ridare speranza.
"Sei inciampata" afferma l' Uomo Ragno "Questo vuol dunque dire che ti sei indebolita: dunque puoi essere ferita. E se puoi essere ferita… puoi essere anche sconfitta!". E, volando ad una impressionante velocità, Peter colpisce in pieno volto con un pugno Darklady, che è la più sorpresa dalla piega che hanno preso gli eventi.
"I tuoi poteri, come mai non riesco a capire cosa sono?" esclama.
"Ehi, lo sai quanto sono gelosi i giapponesi dei loro progetti" ribatte Spidey.
E tutti gli eroi iniziano a confidare le loro residue speranze in quest' eroe che alcuni di loro non hanno mai conosciuto bene, bollandolo a volte come un irresponsabile. E invece ora sulle sue spalle vi è la responsabilità più grande: salvare l' umanità.
E forse non sarà il solo: lentamente Ringer riapre gli occhi, una sofferenza immane continua a propagarsi lungo tutto il suo corpo, ma non deve badarci, non deve. Poi vede la Valchiria a terra e la rabbia si impadronisce di lui: ma anche la rabbia deve essere abbandonata, poiché non gli ha portato altro che sventura e dolore. Dunque in lui nasce una nuova sensazione: la serenità d' animo, la qualità migliore di un guerriero, la sua mente sgombra da ogni pensiero. Allora si rialza, le sue ginocchia che paiono urlare, poi si dirige verso l' unica arma ancora disponibile, a poca distanza da lui. Un' arma, tuttavia, difficilmente utilizzabile.
"No…" mormora Thor, il corpo ancora immobile, incapace di rialzarsi, mai aveva subito una tale batosta "Non può sollevare Mjolnir: solo le persone nobili e pure di cuore possono farlo".
"Allora lui è la persona più indicata" ribatte ansimando il Cavaliere Nero "Ringer sta agendo per amore, riesci a concepire una più nobile motivazione? L' amore ti rende una persona migliore, addolcisce anche il più insensibile dei cuori: ma ora il cuore di Anthony non è insensibile, bensì incontaminato, preda dei migliori sentimenti. Ce la farà, è l' unico che può farcela".
Con passi lenti e quasi misurati Ringer arriva infine davanti al mistico martello, si china e… lo afferra!

Un’ altra dimensione.

Judas Traveller posa le sue mani sul petto di Rintrah e subito immense energie iniziano a propagare e a ripristinare il corpo di colui che un tempo era apprendista di Stephen Strange. Ma da solo Judas non può farcela e dunque anche Chakra si unisce a lui. Tuttavia, la ferita interna dell’ essere pare davvero troppo grande anche per loro.
Judas, forse dovremo rinunciare” consiglia Chakra.
“Mai” ribatte lui “Ho un debito con quelle persone ed intendo ripagarlo: non sarò più un codardo”. L’ emissione d’ energia dunque continua, finchè, con un lampo accecante, Rintrah riapre gli occhi:”Uhn… Dottore, ce l’ abbiamo fatta a fermare quella setta?”. Ma non c’è Strange davanti a lui, bensì Chakra che sostiene tra le sue braccia un Judas Traveller in stato di incoscienza: alla fine lo sforzo si è rivelato troppo forte da sostenere per lui.
“Segui la nostra scia mistica” dice Chakra a Rintrah “Il tuo mentore ha bisogno di te: non ti sto imbrogliando, devi fidarti di me”. Infine, senza aggiungere altro, si allontana.
Rintrah rimane immobile per qualche secondo, chiedendosi quanto tempo sia passato e cosa lo aspetti ora, poi si mette in marcia.

Greenwich Village. Ore 15.40

Darklady non capisce: questo è l’ Uomo Ragno, ma al tempo stesso non lo è, di questo ne è sicura. Ma allora perché la Conoscenza non le sa dare alcuna risposta? Preda di questi dubbi, riceve dall’ eroe numerosi colpi, finchè decide di lasciarsi alle spalle queste sue esitazioni: può anche non capire quale tipo di energia sia, ma di certo riesce ad individuarla e dunque può…
Dopo qualche istante un urlo di dolore si propaga dalla bocca dell’ Uomo Ragno, mentre sente l’ essenza di Capitan Universo che gli viene strappata via, come fosse una seconda pelle. Tenta di resistere, ma ben presto capisce che ogni suo sforzo è inutile: dunque l’ essenza di Capitan Universo si libra in aria, staccata da lui, e Topaz, con una raffica intensissima, la allontana da questo piano d’ esistenza. Uno sforzo per lei tremendo e debilitante, così come per Spidey, che cade svenuto.
Darklady sta per andare di nuovo all’ attacco di Hellcat quando si accorge di… essere stanca? Perché tutti questi ansimi? Lei ha il Potere, è invincibile, come può questa banda di inetti averla portata al limite delle sue forze? Ci penserà dopo, adesso…
“Muori, Darklady!” grida qualcuno e nuovamente il petto della donna viene centrato dal mistico martello di Mjolnir. Solo che stavolta non è Thor a brandirlo, bensì Ringer, ultimo di una catena di possessori che include tra gli altri Beta Ray Bill e Steve Rogers. Anthony Davis non perde tempo e incrementa i suoi attacchi, nonostante il suo attuale stato, anche se nell’ uso di Mjolnir si rivela inevitabilmente alquanto inesperto, agitandolo quasi a casaccio. Va comunque a segno, è questo che conta, ed il dolore che provoca a Darklady è anche il suo appagamento. “Come ti senti ora, Darklady?” esclama “Ad essere tu soggiogata, preda della sofferenza? Sei sconfitta, ormai!”.
“Ragazzo” dice Thor provando vanamente per l’ ennesima volta a rimettersi in piedi “Prova a richiamare le energie mistiche del martello, dovresti…”.
Non serve aggiungere altro: Anthony Davis si concentra e poco dopo un raggio di anti-forza si propaga da Mjolnir, raggio che con precisione prende in pieno Topaz, che non ha avuto nemmeno il tempo di reagire. Per effetto del rinculo, Ringer viene sbalzato a dieci metri di distanza ma il tutto sortisce comunque il suo effetto: la sua avversaria crolla al suolo, ma si rialza subito, non deve mostrare loro nemmeno un accenno di debolezza, solo che stavolta…
“Cos’è questo liquido rosso…” pensa la donna “Sangue! È sangue! No, no!”. “NOOOO!” urla infine e, sorprendendo Ringer, fa sì che perda la presa sul martello mistico. “Fottuto bastardo” grida alzando le sue mani in aria “Ora ti distruggo per sempre!”.
“Se si riuscirai…”.
“Certo che ne sarò in grado, cosa intendi dire?”.
“Che finalmente ho capito, ho capito tutto. Hai sempre detto di avermi creato diverso dagli altri membri della Schiera Maledetta, più resistente, più forte, con maggiori capacità fisiche ed energetiche. Ed ora ne ho finalmente compreso il motivo: perché dentro di te speravi che un giorno riuscissi a fermarti!”.
“No, è una menzogna!”.
“Come spiegare altrimenti quegli istinti di protezione che hai mostrato ultimamente? Perché allontanare Strange dal terreno di battaglia, perché limitare il più possibile il numero di morti, perché far superare facilmente a questi eroi la tua barriera mistica, perché so che sei stata tu a volere ciò, se non per il fatto che la Topaz che è in te non è ancora doma? Ed ormai il tuo scopo è raggiunto, anche se per interposta persona, poichè presto Thor si rialzerà ed avrà facilmente la meglio su di te!”.
“No!” urla Darklady iniziando a calare le sue mani, ma qualcosa la blocca e la sbalza via. Un raggio repulsore!
“Lascialo stare” afferma Iron Man “Lui è uno dei nostri”.
Topaz non ha il tempo di ribattergli in quanto, in rapida sequenza, viene colpita da un raggio di vespa, da un colpo sonico, da una freccia, da una raffica ionica, dal Fluido Zero, da una lama di luce. Colpi che la fanno arretrare, che la indeboliscono sempre più… “Dannati eroi” ed anche lo scudo di Cap la centra al mento, facendolo sanguinare “Vi… Vi…”. Una ragnatela le tampona la sua parlantina, mentre ormai più di una ferita è presente sul suo corpo.
E non è ancora finita: dal portale dove aveva esiliato Strange inizia ad emanare una intensa luce, che infine esplode assumendo una forma umana. E, all’ esterno della barriera, Gargoyle ritorna a sperare.

New York Inferno.

“Charles, i demoni si stanno ritirando” dice Jean Grey “Ma come faremo per quegli umani che sono già stati posseduti?”.
Il Professor X è pensieroso, la sua mente ritorna ad un lontano ricordo in cui osò l’ inosabile e ci riuscì:”Con loro la violenza sarebbe inutile e dannosa, Jean. No, dobbiamo andare più in profondità, fin nei recessi della loro mente, per tirare fuori quella parte di umanità che è ancora con loro”.
“Ed intende fare questo con tutte le menti umane presenti sul pianeta?” esclama una incredula Jean.
“L’ ho già fatto in passato, sono certo che te ne ricordi. Ma ora qui è molto più complicato, potrei trovare moltissima resistenza. Devo chiederti di unire le tue facoltà telepatiche alle mie, di modo da ampliare l’ effetto. Non sarebbe sgradito nemmeno un altro aiuto”.
"Lo fornirò io" dice in quel momento una voce dentro la testa dei due "Sono Dragoluna e trovo la vostra idea meritevole di essere perseguita. Direi di non perdere tempo ulteriore".
“Il tuo apporto è ben accetto, Dragoluna afferma Charles Xavier, che poi posa la sua mano sulla testa di una delle sue prime allieve. Onde mentali si propagano dai due e si congiungono con quelle di Heather Douglas, poi entrano nelle menti degli eroi al di fuori della barriera mistica, e di quelle degli esseri umani ancora non posseduti. Infine arriva il momento più difficile: penetrare nelle menti degli umani posseduti si rivela inevitabilmente un processo doloroso, avranno pochi minuti prima che le influenze maligne li scaccino via.
“Cittadini della Terra, il mio nome è Dragoluna afferma il componente della Guardia dell’ Infinito, le barriere linguistiche cadute grazie all’ arte della telepatia “E vi parlo a nome degli eroi di tutto il mondo. Dovete lottare, scacciare i demoni dentro di voi: così sarete liberi”. A questo appello seguono le parole di incoraggiamento di tutti gli altri eroi terrestri: all’ inizio paiono colpire nel segno e qualcuno riesce a liberarsi dalla possessione, solo che ad un certo punto…
“No, non vogliamo il vostro aiuto!”.
“Sì, è questo ciò che siamo: l’ invasione ha solo fatto emergere il nostro vero lato”.
“Voi eroi non siete mai capaci di proteggerci da cose come queste!”.
Sono le critiche più ricorrenti a cui si accodano molti altri, sembrano quasi una infinità. Heather non sa cosa aggiungere, né Charles cosa ribattere, finchè un’ altra voce emerge.
“Sapete, io credo sia tutta colpa della meteora. Come pensate che si siano sentiti i dinosauri poco prima che cadesse la meteora? Insomma, se ne stavano lì tranquilli e improvvisamente… paff… estinti. È per questo, giusto? È per questo che siamo preoccupati, perché temiamo di essere arrivati anche noi alla nostra estinzione. Se non sai volare, se non hai un superpotere, se non sei un essere speciale non sopravvivi… e non riusciamo a pensare diversamente. Ma io credo ci sia una differenza tra noi e i dinosauri: che noi SAPPIAMO. Loro non sapevano, non avevano speranze. Ma noi sappiamo che a questo mondo ci sono cose più potenti di noi, tuttavia dobbiamo anche chiederci cosa siano questi poteri. Io ho una teoria: qualunque cosa tu faccia bene… beh, quella è il tuo superpotere. Suoni la chitarra? Giochi da dio a football? Sei forte in matematica? Qualunque cosa tu faccia bene è quello il tuo superpotere. Ed io credo, ci credo fermamente, che in questo mondo tu sia costretto a fare quello che fai bene nel modo migliore o sei perduto. Ed è questo che ti rende speciale. Dunque è questo il punto: devi fare quello che tu sai fare e un altro no. E per fare questo non ti serve l’ apporto di nessun demone, di nessun mostro o creatura infernale. Perché il Paradiso è sapere chi sei, accettare l’ ombra che è in te: se vuoi ricevere qualcosa, dai. E non cacciare gli angeli dalla soglia della tua casa. Scopri il Paradiso che è in te. Guadagna il Paradiso. E sarai un uomo libero, per l’ Eternità. Ed è questa la migliore ricompensa”.
Qualcosa cambia: questo discorso semplice e diretto riesce a entrare nelle menti e nei cuori di tutte le persone, che finalmente capiscono ciò che in questi giorni era loro sfuggito: che nascono liberi e faranno di tutto per morire da uomini liberi. Non si faranno piegare mai: perché l’ umanità stessa è qualcosa di meraviglioso, non così corrotta come molti ritengono, ma che ha dentro di sé l’ impulso a migliorare, ad andare avanti. Ad affrancarsi da ogni tirannia. E questa è la loro salvezza.
Gli umani posseduti fanno quanto richiesto da quella voce femminile: accettano l’ ombra che è in loro, danno il meglio di sé, accolgono sia i loro pregi che i loro difetti. Divengono angeli in Terra: e guadagnano il Paradiso.
E, quasi all’ unisono, tutti i demoni che avevano preso possesso di corpi umani in ogni parte del mondo vengono scacciati, ripudiati. E ritornano ad una velocità impressionante al loro luogo d’ origine. Poco dopo anche la Cappa di oscurità inizia a ritirarsi.
Contemporaneamente, in Argentina, Visione osserva una sua compagna di squadra con fare ammirato:”Magnifico discorso, Sonia. Ma come ti è venuto?”.
“Ci sono cose che possono venire solo dal cuore, Visione” risponde Sun.

New York Memorial Hospital.

“Oh mio Dio, Dr. Kinkaid” esclama Sorrow “La bambina… sento che sta per nascere finalmente!”.
“Allora spinga più forte che può” la incita Keith “Forza che ci siamo!”.
E sul volto di Eric Simon Payne compare l’ ombra di un sorriso.

Greenwich Village. Ore 15.40

“Strange!” esclama Dane Whitman “Ti sei liberato”.
Il Mago Supremo annuisce e, con un semplice gesto, libera Clea e Wong dalla loro prigione mistica. Poi si volge verso Darklady, che lo osserva con fare sprezzante:”Non potrai fare nulla, Strange. Anche se ferita, sono ancora molto forte e posso batterti” dice togliendosi la ragnatela dalla bocca.
Il volto di Stephen è calmo e deciso: si guarda intorno, senza badare alle parole di Topaz, fino ad individuare ciò che cercava. Nello stesso momento un altro portale si apre e da esso esce Rintrah.
“Maestro” dice l’ essere “Mi è stato detto che avevate bisogno del mio aiuto”.
“Arrivi proprio al momento giusto, Rintrah” dice Stephen, il suo tono di voce profondo “Al mio segnale…”.
Strange si gira verso Darklady e fa comparire nelle sue mani due globi di energia. Topaz e Rintrah fanno altrettanto. La ragazza è tesa, pronta a parare gli attacchi, solo che… ad un tratto sia Strange che il suo allievo direzionano i loro globi verso l’ alto. E solo allora Darklady capisce cosa vogliono fare:”NO!” urla e si libra in aria. Ma ormai è troppo tardi: i bersagli dei globi sono i cinque Frammenti della Riunione dei Cinque, che Topaz aveva messo in alto per tenerli lontani dall’ influenza degli eroi. O forse sperava che qualcuno li notasse e facesse quanto suggerito da Scarlet: poiché una volta privata dei suoi oggetti di potere, Darklady ha perso. Il suo corpo inizia a scuotersi violentemente, mentre delle forze primordiali presenti dentro di lei lottano per emergere. E alla fine ci riescono: Potere, Immortalità, Conoscenza, Follia, Morte, sotto forma di aure di vario colore, fuoriescono dal suo corpo e, con un ultimo lampo, si dirigono verso il cielo, sfondando la barriera mistica ed allontanandosi per sempre da questo piano d’ esistenza. Intanto tutti i demoni che avevano invaso il piano terrestre stanno rientrando ad una velocità impressionante all’ interno della Suprema Cappa, tanto che anche l’ occhio più allenato non riesce a vederli tutti. Ancora pochi minuti e sarà tutto finito.
Topaz sputa sangue dalla bocca, poi lacrime iniziano a scorrere sul suo volto: disperazione o consapevolezza dei propri errori?
Topaz” si avvicina Strange “Quel che è successo non è stata colpa tua: sei divenuta preda di poteri negativi a cui…”.
“Non è così!” gli urla la sua ex allieva, tentando di colpirlo con una raffica mistica “Spiacente, Strange, ma non ci sarà stavolta la solita scena in cui il cattivo di turno si pente delle proprie azioni. Sono fiera di ciò che ho fatto e non mi arrendo qui: ci riproverò ancora, finchè ci riuscirò. E voi non potrete fermar…”. Il suo proclama di gloria viene interrotto da un tremendo dolore al petto e alla schiena: il suo sguardo si abbassa e vede degli artigli spuntare davanti al suo torace. Artigli di adamantio!
“Questo te lo dovevo, cocca” dice Wolverine crocchiando le ossa del suo collo e rimettendole al loro posto. Persi i suoi Poteri e grandemente debilitata, le difese mistiche di Topaz sono ormai quasi totalmente cadute.
“Dannato!” urla lei allontanandolo con un colpo mistico, che però le toglie altre energie. Cristo, quanto sangue! Deve fuggire, deve allontanarsi subito da qui.
Intanto Clea si avvicina a Strange e Rintrah: la loro è una discussione fatta solamente di sguardi, che arriva infine ad una amara conclusione. A questa minaccia deve essere subito posta la parola fine. E così i tre concentrano le proprie forze ed aprono un portale dietro Darklady, le cui energie iniziano a risucchiarla al suo interno.
Ma, nonostante la situazione, Topaz ride, i denti macchiati di rosso:”Non vi servirà a niente! Sono ancora molto potente, riuscirò a…”. Il suo discorso viene troncato da un raggio energetico di Ringer.
“Questo è il momento che più ho atteso nella mia vita: credevo avrei provato un grande conforto, una estrema felicità, ma non è così. Mi dispiace per quello che sto per farti, ma tu non ci lasci altra scelta, non possiamo permettere che un essere come te metta in futuro in pericolo nuovamente le vite di persone innocenti”. Ed un altro raggio energetico colpisce Darklady, che arretra sempre più. Ed un altro, ed un altro, ed un altro. Anthony Davis sente le forze venirgli sempre meno, ormai la sua carica mistica è giunta al termine, la sua seconda vita è giunta al capolinea. Tuttavia sa di non averla affatto sprecata, gli spiace solo di non aver saputo dire alla donna che amava cosa provava veramente per lei. Il suo corpo sta andando in pezzi, gli è rimasto solamente un ultimo colpo: non lo sprecherà.

New York Memorial Hospital.

“Forza, Sorrow” incita Keith Kinkaid “Ormai vedo comparire la testa!”.

Greenwich Village.

Topaz è a pochi centimetri dal portale ed ormai resiste a stento: alcuni eroi lentamente si rialzano, per ammirare in piedi la sua caduta dal trono della divinità.. Strange vorrebbe piangere, ma poi si rende conto che Topaz si è scelta da sola il suo destino e deve pagare le sue scelte tragiche. Ed i suoi irrimediabili errori. Sa anche ciò che sta capitando a Ringer, così come Clea:”Addio, Anthony” gli parla nella mente “Sei stato un grande alleato, ma soprattutto uno straordinario amico. Vorrei poter fare qualcosa per te…”.
“Non si crucci, Dottore” risponde lui, sempre mentalmente “Sono io che devo ringraziare lei, Clea e i Difensori per il fatto che mi abbiate offerto la vostra amicizia, è stato il dono più bello che abbia mai ricevuto dopo una vita di sofferenza e privazione. Me ne vado con la consapevolezza di aver agito nel modo giusto: spero di essere ricordato per questo”.
“Sì, Anthony, sarà così” lo rassicura Clea, che diversamente da Stephen non riesce a trattenere le lacrime.
“Non so chi tu sia, amico” conclude Rintrah “Ma non dimenticherò comunque il tuo coraggio”.
“Addio, addio a tutti voi!” urla infine Ringer, giungendo ad un passo da Topaz:”Abbiamo vinto noi, Darklady!”. E con un ultimo urlo le scarica contro la più potente raffica da lui mai generata, un colpo che per alcuni secondi acceca gli eroi presenti.
E quando riaprono gli occhi, Darklady non c’è più, inghiottita dal portale generato da Strange, Rintrah e Clea che subito lo richiudono. Per sempre. Della malvagia donna non c’è più nessuna traccia, così come anche del valoroso Anthony Davis. A quelle di Clea si aggiungono le lacrime di altri eroi: conoscevano poco o per nulla Ringer, ma il suo sacrificio ha colpito i cuori di tutti loro.
Alcuni minuti dopo, infine, anche l’ ultimo demone viene riassorbito dalla Cappa posseduta da Hellcat, mentre la Cappa di oscurità conclude il suo viaggio di ritorno pochi istanti dopo, precisamente alle ore 16.00
“È stata l’ ora più lunga della mia vita” commenta l’ Uomo Ragno.

Poco distante.

John Lomax osserva la Cappa ritirarsi verso il suo epicentro, verso la casa di Strange. È stremato, ha combattuto con centinaia di demoni man mano che si avvicinava al suo obiettivo, ed ora che la battaglia sembra vinta riesce a malapena a mantenersi in piedi. Fa qualche passo stentato, prima di cadere a terra privo di sensi in un vicoletto.
Altrove, il Triumvirato decreta soddisfatto che la minaccia è stata debellata con successo e che il loro intervento, a questo punto, è superfluo.
Lothar Archer si libra nell' aria. Non è stato in grado aiutare gli eroi a sconfiggere Darklady, proprio come previsto da Dante, inoltre ha perso il contatto con John Lomax, e tutto questo accresce il suo sentimento di sconfitta, anche se il mondo è ora libero dai demoni.

Casa Sternwood.

Alla scomparsa quasi improvvisa dei demoni, è seguito un lungo silenzio, che né Carmen né Philip hanno voluto interrompere. Perché, con la contemporanea scomparsa della Cappa di oscurità, i loro animi sono stati messi a nudo ed hanno compreso finalmente i propri errori: sono tuttavia animi risoluti, che preferirebbero tacere piuttosto che confessare tali peccati. Ma a volte i miracoli accadono, soprattutto quando puoi contare sull’ apporto di una persona a te cara.
L’ industriale afferra la mano destra di sua figlia e le dice:”Mi dispiace, Carmen, per tutto quello che ho causato a te e a tua madre: non lo meritavate. Ho sbagliato. Potrai mai perdonarmi?”.
La donna scoppia in un pianto dirotto e abbraccia suo padre:”Oh, papà, mi dispiace, mi dispiace tanto. Non volevo offenderti, farti del male. Anch’ io ho sbagliato… Io… Io…”.
“Tranquilla, piccola, tranquilla: va tutto bene. Ora sì che va davvero tutto bene. Abbiamo molto tempo davanti a noi, tempo per parlare, per ritrovare noi stessi. Tempo prezioso: non sprechiamone nemmeno un secondo”.
E rimangono così abbracciati per trenta minuti, senza aggiungere nessun’ altra parola. Amore di famiglia.

New York Memorial Hospital.

“Complimenti, è una magnifica bambina!” annuncia Keith Kinkaid ai coniugi Payne. Dopo il taglio del cordone ombelicale, finalmente i due possono abbracciare la loro piccola e dare il benvenuto a questa nuova vita.
“Guarda, ha i tuoi occhi” dice Eric.
“Ed il tuo sorriso” ribatte Sorrow.
“Avete deciso che nome darle?” chiede Keith.
“Sa, con i nomi che ci ritroviamo e con la vita che avevamo vissuto un tempo avevamo pensato di chiamarla Misery” dice l’ Uccisore di Demoni “Ma adesso no: questa bambina segna la nascita di una nuova era, ne sono certo, un’ era di cambiamento. E per questo abbiamo scelto di chiamarla Joy!”.
“È un nome bellissimo” dice il primario.
“Ed il più indicato per una creatura angelica quale lei è” aggiunge Sorrow.
Keith Kinkaid osserva i due ancora per un minuto, poi dice loro:”Scusatemi” e si precipita fuori dalla sala operatoria. Percorre un lungo corridoio, incurante della devastazione che lo circonda, poi svolta a destra ed entra in una piccola saletta dove sua moglie Jane Foster sta prestando le prime cure ai feriti.
La donna lo vede e gli va incontro. Lui aspetta che sia a pochi centimetri, poi la abbraccia con quanta più passione possibile:”Ti amo, Jane” dice “Ti amo con tutto me stesso”.
Jane ricambia la sua stretta, le parole semplici e allo stesso tempo dirette di suo marito hanno toccato le giuste corde del suo cuore:”Anch’ io ti amo, Keith. Ed ogni giorno mi rendo conto di quale donna fortunata io sia ad avere un marito come te”.
I presenti, quasi all’ unisono, applaudono di fronte a questa scena: dopo tanta sofferenza, l’ amore trionfa. Trionfa sempre.

Greenwich Village.

È stata una vittoria? Non sembrerebbe visto ciò che è capitato ad alcuni di loro: con cautela, Iron Man, Wonder Man e il Fante di Cuori prendono sulle loro spalle i Difensori rimasti feriti o menomati e, alla massima velocità loro consentita da questa occasione, partono alla volta del più vicino ospedale. Carol e Kyle devono ancora riprendere i sensi: quando sapranno del sacrificio di Ringer penseranno sia stata conseguita una vittoria?
Di certo la risposta a questa domanda la si può leggere negli occhi della Valchiria: dopo aver visto il cielo nuovamente blu, si era avvicinata a Strange, che aveva appena fatto sparire la barriera mistica attorno al quartiere, per sapere dove fosse finito Anthony. Ma lo sguardo malinconico del Mago Supremo le aveva fornito la risposta e, chinando il capo, si era allontanata rapidamente dalla zona. Nessuno aveva provato a seguirla, non avrebbero saputo cosa dire.
Warlock osserva dall' alto la devastazione sotto di sé: un altro compito per la Guardia in una battaglia sempre più lunga. Ma che non abbandoneranno mai. Poco dopo si libra in volo anche Thor e gli passa davanti.
"A presto, sovrano di Asgard" saluta l' eroe dorato "Non esitare a chiedere aiuto, se necessario per risolvere la presente crisi della tua patria".
"Come...? Come sai?" esclama Thor.
"Come risposi quanche tempo fa a Dragoluna 'Vi sono piu' cose...'".
E, per la prima volta, Thor vede Adam Warlock, che aveva un tempo conosciuto come Lui, sorridere.
“Come ti senti… Capitan America?” chiede Wasp più in basso.
“È come se tutte le mie ossa avessero ricevuto una bella batosta, ma mi riprenderò” risponde Jeff Mace “Certo che… sono queste le minacce che affrontate di solito?”.
Wasp volge lo sguardo altrove:”A volte sì: non sminuirti se ti sei sentito spaurito di fronte all’ avversaria che hai dovuto affrontare, è capitato a tutti all’ inizio. Anche a me: dunque non fartene una colpa per ciò che è successo, d’ accordo? Anzi, l’ Uomo Ragno mi ha riferito del tuo eroismo e del fatto che hai difeso fino all’ ultimo Patsy: Steve sarebbe fiero di te. E noi Vendicatori siamo fieri che lui abbia trovato un suo degno successore”.
“Ti ringrazio, migliore complimento non avresti potuto dirmi: ti prego ora di scusarmi, però, perché…”.
“Dunque i Vendicatori, nella mia persona, ti chiedono se vuoi divenire un membro attivo del gruppo”.
Il respiro di Mace si blocca:”Co… Co…”.
“Si dice ‘Cosa?’” suggerisce l’ Uomo Ragno “Reagii così anch’ io la prima volta. Ehm, ok, scusate, me ne vado: sono il solito guastafeste”.
“Allora, accetti la nostra proposta?” chiede Wasp.
Io… Io non so cosa dire”.
“Dì che accetti”.
Mace la osserva, poi fa il saluto militare:”Accetto: sarà un onore essere membro dei Vendicatori”. “Cavolo” rimugina tra sé e sé “Pensa quando lo dirò a Lizzie e a papà!”.
“Noi preferiamo una bella stretta di mano, siamo molto meno formali” dice Wasp tendendo la mano. Mace la accontenta. “Presentati domani al Palazzo dei Vendicatori, così ti daremo la tua communicard”.
Contemporaneamente l’ Uomo Ragno si è avvicinato ad uno Strange pensieroso:”C’è qualcosa di cui non riesce a capacitarsi, dottore?” chiede il tessiragnatele.
“Penso solamente a ciò che è accaduto” risponde lui “Credevo che Topaz ce l’ avrebbe fatta alla fine, avrebbe rinnegato la sua parte malvagia e invece…”.
“Il potere che deteneva era un qualcosa di inimmaginabile. Ancora non mi capacito del fatto che siamo riusciti a sconfiggerla”.
“Chissà, forse è stata lei che ha voluto ciò e che ci ha privato degli effetti malefici della Cappa”.
“Il potere che avevo prima: mi chiedo se l’ ho usato al meglio, l’ ho tenuto per così poco tempo”.
“Non conta il potere, ma l’ uomo e le responsabilità che si assume: e tu hai fatto questo al meglio. Senza di te, Hellcat non sarebbe ancora tra noi. Ora, però, smettila di discutere con me: a casa hai una moglie e una figlia che ti aspettano e che ti vogliono ancora bene”.
Peter rimane in silenzio per qualche secondo, poi lancia una ragnatela:”Ha proprio ragione, dottore: per una volta darò ascolto alle mie priorità. Anche se non sono più cosmico, sono sempre l’ uomo di un tempo, sono il vostro amichevole Uomo Ragno di quartiere!”. E si lancia nell’ aria con fare gioioso “E lo sarò sempre! Ti amo, New York!”. “Aspettami, MJ” pensa poi “Sto tornando”.
“Ed ora cosa facciamo, Stephen?” chiede Clea “Ci saranno ancora i Difensori?”.
“Sto pensando se non dovrei cancellare dalle menti di ognuno quanto accaduto in questi giorni”.
“Non lo faccia, dottore” interviene Hellcat “Il bisogno di logica e razionalità dell’ umanità farà trovare una qualche spiegazione a questi eventi, ma ciò che più conta è che oggi gli esseri umani, tutti, hanno trovato un terreno comune su cui affermarsi, affrancandosi dalla tirannia. Hanno agito in cooperazione e questo non dobbiamo farglielo dimenticare: l’ unione fa la forza, dice il famoso proverbio. Verissimo”.
“Hai ragione, Patsy” dice Stephen “Allora” afferma rivolgendosi nuovamente a Clea “Credo che prima cosa dovremo pensare a noi, mia amata: e per questo ho una proposta da farti. Una proposta molto seria, che potrebbe cambiare le nostre vite”.

New York, New York.

“Come, come, come into my world…”.
“Ehilà, avete visto quello che è accaduto? Secondo voi è stata opera del Teschio Rosso?”.
“No, agente, non sto scherzando: lo stesso telefono che lo aveva mangiato lo ha risputato vivo e vegeto!”.
“Vi ringraziamo per le vostre grandi donazioni, gente: grazie a voi l’ orfanotrofio di Hillville potrà continuare a vivere. Ed altri bambini coltiveranno speranze di un futuro migliore”.
“Ehi, riecco la mia auto!”.
Papà, andiamo a visitare l’ Empire State Building?”.
"And I Think to Myself…
What a Wonderful World!".

FINE

 

[i]NOTE

 

 

Note dell' Autore: E dunque siamo giunti al termine di questo maxicrossover con l' ultimo, dirompente capitolo e la battaglia più lunga e cruenta mai combattuta su MarvelIT. Nessuna strage, stavolta, si è rivelata necessaria per risolvere la crisi, è anche questa la forza degli eroi. Alcuni personaggi ci lasciano, forse per sempre (ad esempio non rivedrete mai più, quantomeno sulle mie serie, Darklady e Ringer), altri si preparano a nuove, imprevedibili svolte. Da qui il finale che sembra troncare il discorso delle conseguenze dell' Inferno: conseguenze che invece ci saranno e come, ma saranno sviluppate sui prossimi numeri di Difensori e Vendicatori. E se pensate che questa sia stata la solita megasaga che non avrà alcuna ripercussione in futuro, beh, vi siete sbagliati e di grosso. Preparatevi a sconvolgimenti impensabili, che scuoteranno alle fondamenta il cuore stesso del MarvelIT Universe e apriranno la strada a nuove storie, che speriamo ricevano il vostro favore. Per ora, comunque, tengo la bocca cucita.
In conclusione ringrazio voi per avermi seguito fin qui e ringrazio anche i vari scrittori di MarvelIT che, coi loro tie-in, hanno reso vivo più che mai questo evento. Alla prossima!